Artrosi, cos'è e come combatterla

Di Eleonora Crippa
Una problematica comune e diffusa, ma non per questo da sottovalutare. In questo nuovo appuntamento dedicato da Medigreco a salute e benessere, ci occupiamo dell’artrosi. E lo facciamo partendo da quella sensazione di indolenzimento e irrigidimento che, al risveglio o dopo essere rimasti fermi per parecchio tempo nella stessa posizione, possiamo talvolta sentire. Basta un po’ di movimento e tutto passa. Ma si tratta di un piccolo e innocuo sintomo dell’artrosi, una patologia che va a colpire le articolazioni.
Di cosa si tratta di preciso? L’artrosi è un processo cronico degenerativo della cartilagine che ricopre le ossa all’interno dell’articolazione. La cartilagine, quando è sana, è liscia: consente alle parti finali delle ossa di scorrere e ha la funzione di assorbire il carico, distribuendolo uniformemente. Quando si deteriora, invece, le superfici non scivolano più e sfregano provocando un’infiammazione e un rimodellamento disorganizzato dell’osso fino a formare dei becchi di osso che si chiamano osteofiti.
Le cause dell’insorgenza di questo problema sono principalmente l’età (anche se il processo inizia già dai 25-30 anni), fattori meccanici quali movimenti ripetuti frequentemente o che sovraccaricano le articolazioni, fattori genetici, sovrappeso, malattie metaboliche e endocrine. I sintomi legati all’artrosi, oltre all’indolenzimento mattutino già citato, sono dolore, gonfiore, rumori e crepitii durante il movimento, come se ci fosse della sabbia, fino a una progressiva limitazione della mobilità.
Cosa si può fare? Al momento non esiste una vera e propria soluzione per guarire dall’artrosi una volta per tutte, ma ci sono degli accorgimenti che si possono attuare per lenire il dolore e mantenere una buona libertà di movimento, prima che sia troppo tardi. L’azione preventiva è fondamentale, quindi bisogna cercare di ridurre i fattori di rischio mediante uno stile di vita sano e attivo, un’alimentazione corretta che consenta di non superare il giusto peso, evitando così di sovraccaricare le strutture ossee.
Inoltre, nel caso in cui ci sia uno stato acuto si può valutare, su indicazione medica, l’applicazione di terapie fisiche come tecarterapia, ultrasuoni, laserterapia e magnetoterapia, per ridurre il gonfiore e l’infiammazione.
Quando la situazione è rientrata e non è più presente un dolore importante, l’ideale per contrastare il processo artrosico è la fisioterapia. Il fisioterapista infatti, dopo un’attenta valutazione, può studiare un piano di trattamento specifico per la persona. Uno degli obiettivi dei trattamenti sarà insegnare un’insieme di esercizi attivi, mirati a rinforzare la muscolatura al fine di dare un miglior sostegno alle articolazioni. Un altro sarà migliorare la qualità e i gradi di libertà del movimento, riducendo gradualmente anche il dolore, tramite dei trattamenti manuali a partire dalla muscolatura fino ad agire sulle articolazioni. Anche gli esercizi di riallineamento posturale sono molto utili, soprattutto nella prevenzione dei sovraccarichi articolari e nel mantenimento della mobilità.
Intervenire per tempo, quindi, con delle adeguate sedute di fisioterapia può essere molto utile, perché consente di ridurre tutti quei fastidiosi e dolorosi sintomi legati a questa patologia.
Pubblicato sul giornale Noi zona 2 di Febbraio 2019 www.noizona2.it/sfogliabili/2019/01/#p=6



